Turismo in crisi, è l’ospitalità a risentirne di più

calo prenotazioniSono da poco trascorsi due ponti feriali molto importanti, come quello del 25 Aprile e del primo Maggio e la flessione che il settore del turismo sta avendo in questo ultimo periodo non sembra essersi arrestata nemmeno in occasione di due date come quelle trascorse.

Addirittura non è più solo la mancanza di prenotazioni a preoccupare, ora ci si mette anche l’enorme calo di dipendenti che il settore dell’ospitalità sta riscontrando, con il conseguente alto rischio di calo della qualità del servizio turistico italiano.

Ovviamente il problema della disoccupazione giovanile rappresenta un peso per l’Italia intera ma in un settore topico dove le risorse umane rappresentano un vero patrimonio, come quello alberghiero, questo fattore rappresenta una vera e propria piaga.

Lo stesso presidente di Federalberghi il dott. Bocca, fa un quadro generale della situazione di estrema lucidità in cui preannuncia che se non si provvede al più presto ad una svolta repentina, chi ne risentirà di più sarà la qualità stessa del turismo nostrano. I dati del resto sono sconcertanti, se nel 2012 il tasso di occupazione negli alberghi era pari al -3% oggi si sono toccate cifre da capogiro, si attesta infatti intorno a -4.7% ed in constante calo.

L’ottica in cui si è entrati, ovvero quella secondo la quale per salvare il bilancio si eseguono continui tagli al personale, potrebbe avere un effetto ulteriormente deleterio, lo scenario che si prospetta è quello di avere nelle strutture sempre meno dipendenti affaticati da turni sfiancanti per coprire le ore in eccesso, ragazzi impiegati con brevi contratti temporanei, senza nessuna qualifica specifica del settore ecc. ecc., di contro clienti sempre più stanchi di trovare dinanzi a loro persone logorate, frustrate e nervose.

Siamo fermamente convinti che questa situazione produca molti più danni di quanto si pensi, il problema poi è reso ancora più grave dalla totale assenza di un governo inoltre sempre più sordo ad ogni eventuale richiesta.

E pensare che nel mondo ce ne sarebbero di modelli da prendere come esempio, basta pensare alla recente politica australiana attuata proprio nel settore del turismo, in cui gli esperti del marketing hanno pensato bene di unire la sfera meramente turistica, (che vede questo paese come nuova destinazione da sogno, come una terra da scoprire) alla parte sociale, dove sempre più fonti ci indicano l’Australia come esempio e modello di vita.

Il risultato di tutto ciò è stata una trade union fra piacere e lavoro, una grande esperienza sia di viaggio che di vita, tradotte in un progetto che si chiama “The Best Jobs in the World“, che ha letteralmente conquistato il popolo del web in pochi giorni.

Questa iniziativa ha dato il via libera per le candidature di 6 nuove tipologie di lavoro, correlati al mondo del turismo australiano, il tutto non ha fatto altro che incrementare e promuovere questo paese, in larga scala, sfruttando un eco e una cassa di risonanza senza precedenti.

Che sia arrivato il momento delle idee e di rimboccarsi le maniche, per evitare di perdere tutto il fascino che ha fatto diventare, negli anni, l’Italia la meta turistica per eccellenza, è ormai un dati di fatto. Gli ingredienti ci sono tutti, abbiamo il paesaggio, abbiamo la cultura e abbiamo i talenti è giunta l’ora di riprendere la giusta rotta.

 

 

 

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