Airbnb: l’estate non è persa

Parla il CEO di Airbnb: ‘l’estate 2020 può dare ancora i suoi frutti’

Mentre in Italia è allarme turismo, con hotel al collasso e occupazione sotto il 20%, negli USA sembra che il turismo domestico stia decollando, grazie alle stime fatte da Airbnb.

L’estate è un periodo in cui si viaggia per andare in vacanza, nelle spiagge affollate, dentro e fuori dagli Stati Uniti. Con feste nazionali come il Memorial Day, il 4 Luglio, o il Labor Day – festività che cadono durante la bella stagione – solitamente si registra il boom di flussi turistici. 

Tuttavia, a causa del Coronavirus, l’industria dei viaggi ha subìto un contraccolpo non trascurabile, a cui farà seguito una consistente perdita di circa 84 milioni di dollari nel solo 2020, in base a quanto stimato dalla IATA.

Da febbraio, gli hotel hanno perso 31 milioni di dollari di camere, secondo quanto stimato dalla AHLA. Il che si è tradotto in un 70% di lavoratori licenziati o non pagati. Nel solo 2019, stando a quanto dichiarato dall’Associazione Viaggiatori degli USA, la spesa turistica totale – domestica e internazionale – ha registrato ricavi di 792,4 milioni di dollari, e 15,8 milioni di posti di lavoro sono stati supportati dalla stessa spesa turistica. 

Airbnb, mercato online che consente ai clienti di affittare case o stanze, dice che hanno subìto notevoli danni economici dallo scoppio della pandemia, e che si sono trovati costretti a licenziare il 25% della forza lavoro – che si aggira intorno ai 1.900 impiegati. Eppure, il CEO della società, Brian Chesky, ha comunicato a Rebecca Jarvis, Chief Business Correspondent della ABC, che c’è stata una “ripresa” delle prenotazioni. 

“Nelle tre settimane dal 17 Maggio al 6 Giugno, abbiamo venduto più notti rispetto a quante ne abbiamo vendute l’anno scorso nello stesso periodo. Che possa essere una ripresa o una “domanda repressa”, ancora non lo sappiamo. Ma vi dirò che nessuno di noi, nei tempi più bui, ha previsto che anche in quel periodo, avremmo visto tanta gente viaggiare in occasione del Memorial Day quest’anno come l’anno scorso.” 

Sebbene le compagnie aeree facciano una fatica immensa ad ottenere prenotazioni da quando c’è la crisi sanitaria, i viaggi su strada sono diventati un “piano B” comune: di fatto, Airbnb asserisce che hanno notato un aumento di persone che prenotano viaggi sempre più vicino casa.

Sempre Airbnb afferma che, la percentuale di prenotazioni ricevute nel raggio di 300 km da casa, è salita da un terzo di quanto registrato a febbraio ad oltre il 50% a maggio, e che la percentuale di viaggiatori che hanno prenotato dal loro portale un alloggio a meno di 80 km dalla propria residenza è aumentata dal 13% del revenue pre-pandemia al 30% attuale.

 Quindi per Airbnb l’estate non è persa!

Le persone vogliono ancora viaggiare, indipendentemente dalle circostanze.

La gente vuole ancora ‘avere una connessione’ con la realtà esterna – con le dovute precauzioni. La gente non è ancora pronta a viaggiare in aereo, a oltrepassare i confini.

Pertanto, le destinazioni privilegiate sono quelle vicine”, dice l’AD di Airbnb, aggiungendo che ci sarà un cambiamento delle modalità di viaggio. 

“Il mondo dei viaggi che conoscevamo fino a febbraio 2020 è finito, e non torneremo più a come era un tempo.
Questo non significa che non si tornerà a viaggiare. Si tornerà, ma con modalità diverse.

Penso che, in un’era dominata dai viaggi e dal turismo di massa, dove le persone si recano solo in 20 città, i turisti sono più propensi a frequentare i posti di maggior interesse, salire sugli autobus a due piani, e a fare file interminabili con al seguito bastoncini da selfie davanti ad ogni attrazione turistica. Penso che in futuro questo fenomeno sarà meno comune.” 

Aggiunge che la gente può aspettarsi una “ridistribuzione dei viaggi”. 

“Fino a prima, le destinazioni più comuni erano Parigi, Roma, Las Vegas, Los Angeles. Se andiamo a vedere le mete più gettonate del settore turistico, si tratta di poco più di una manciata di città. Ritengo che, in futuro, la gente sarà più propensa a scoprire le città più piccole. E penso che questo contribuirà a “spianare” la concorrenza per più destinazioni.” 

The Points Guy, piattaforma di viaggi e stili di vita, ha effettuato un sondaggio sulle attuali destinazioni predilette dagli americani adulti, notando un trend simile a quello riscontrato da Airbnb, che vuole che siano le città limitrofe ad essere più prenotate.

Da quanto si è evinto, i viaggi su strada all’interno del proprio Stato di appartenenza (47%) e quelli “fuori porta” (41%) consentono un più alto livello di comodità per i potenziali viaggiatori, mentre solo il 20% degli intervistati sarebbe disposto a prenotare anche solo un volo domestico nel 2020. 

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