Turismo: il futuro è Internet ma l’Italia ancora non lo capisce

L’Italia è una delle destinazioni mondiali più apprezzate e desiderate dai viaggiatori mondiali, eppure sembra non approfittarne e deve il suo attuale livello turistico non tanto alla sua capacità di veicolazione del suo Brand, quando al nome e all’immagine che da decenni campeggiano nell’immaginario mondiale.

Internet è ormai considerato il mercato fondamentale per il turismo, la piazza principale sul quale mostrarsi, ma l’Italia sembra ancora non capirlo ed evidenzia un ritardo impressionante rispetto alle dirette concorrenti, anche europee come la Francia, la Germania e la Gran Bretagna.

"At" Key on Computer KeyboardL’Italia evidenzia un forte ritardo a livello strutturale e di servizi, cosa che ne impedisce quindi una crescita adeguata del turismo. C’è da evidenziare, in primo luogo, la bassa penetrazione di internet in Italia rispetto al resto dei Paesi europei. Dati che peggiorano ulteriormente se si prende in considerazione la diffusione della banda larga (in Italia raggiunge solo il 14% delle abitazioni contro il 53% della media europea).

Lo stesso presidente di Google, Eric Emerson Schmidt, scrivendo una lettera sull’argomento a Repubblica, ha sottolineato la necessità del nostro paese a rimetterci in corsa e colmare questo gap.
Insomma l’Italia non può godere in eterno dell’immagine da cartolina creata negli anni passati e che ancora oggi ci garantisce un flusso turistico alto (anche se migliorabile).

Per ora si rivela che il mercato degli alberghi tenderà ad un lieve aumento, un segno positivo seppur minimo finalmente verrà registrato, ma quello che attirerà maggiormente continueranno ad essere sistemazioni low cost quali b&b, appartamenti o la formula guesthouse.

I turisti stranieri sembrano poi essere quelli che salvano maggiormente il nostro mercato; gli italiani, complice la crisi, tendono a rimanere a casa o fare brevi soggiorni breve/corto raggio. Tra gli stranieri ottimo l’afflusso di tedeschi e sempre in crescita quello dei cinesi, anche se quello cinese è un mercato ampissimo nel quale riusciamo a fatica a ricavarci una nicchia.

Insomma se l’Italia non recupererà la distanza tecnologica sfruttando la piattaforma internet per veicolare la sua immagine e promuovere il territorio, le sarà impossibile mantenere nel lungo periodo un livello adeguato di turismo. Mentre il web potrebbe presentarsi come il mezzo ideale per una spinta all’economia italiana.