Searchmetrics individua i nuovi fattori per il posizionamento su Google

L’ultima indagine effettuata da Searchmetrics ha individuato quelli che sono considerati i nuovi fattori per il posizionamento su Google in Italia.

Indagini, statistiche e ricerche di mercatoI risultati dell’intera indagine sono stati ricavati dopo l’attenta e scrupolosa analisi di un enorme mole di dati, tra cui: circa 300.000 siti, 10.000 parole chiave, qualche milione di link, condivisioni e tweet.

Partendo dall’assunto che tutte le ricerche SEO sono sempre indirizzate ad individuare l’ormai “famigerato” algoritmo di Google, per la prima volta sono emersi degli elementi che fino a poco tempo fa non venivano neanche menzionati come fattori SEO decisivi.

Bisogna però premettere  a seguito di questa ricerca, sono da considerarsi come correlati al posizionamento, non sarebbe corretto dire che è a causa di uno specifico dato che il sito ottiene uno specifico ranking.

La più grande novità che si evince dalla ricerca in questione è quella derivante dal fattore social media: questo dato è fondamentale per tutti quelli che stanno pianificando una strategia di social media marketing, d’ora in poi anche in Italia sono da considerarsi con un impatto estremamente positivo sul posizionamento, in particolar modo tutte le azioni su Facebook e Twitter.

Le condivisioni sono da considerarsi di primaria importanza, l’ aspetto social è visto come “spontaneo” dai motori di ricerca tanto che per Google sembrano contare più gli share dei backlink.

I backlink continuano ad avere un impatto decisivo, indipendentemente dal sempre crescente potere dei social media, lo studio sviscera il problema ancora più approfonditamente dimostrando come anche i link no follow stiano guadagnando terreno (sempre perchè visti come spontanei), questo è l’ennesima riprova di come l’utilizzo di link troppo ottimizzati non abbia più la stessa efficacia.

Mantengono ancora tutta la loro importanza le parole chiave presenti nel nome dei domini, così come il valore di un brand che tiene fede ad una vecchia regola SEO secondo la quale i brand forti godono di un certo priviliegio nei ranking finali, cercare di affermarsi come brand risulta ancora vincente.

Un elemento che ha fatto e farà molto discutere è la grande perdita di valore da parte di metatag (title e description) e H1, è lo stesso Marcus Tober (CEO di Searchmetrics) a avanzare il sospetto che possano essere divenuti addirittura nocivi.

Ora i risultati ottenuti da questo studio potrebbero aprire la porta a scenari diversi da quelli a cui siamo stati abituati sino ad oggi, ma vanno sempre presi con le dovute misure, siamo dell’idea che i siti debbano continuare ad essere ottimizzati d’altronde come Google comanda li stiamo facendo per gli utenti.

Il nostro consiglio è quello di prendere assolutamente in considerazione questa ricerca ma al contempo continuare a sperimentare mettendo in relazione questi risultati con il vostro singolo caso, con la consapevolezza che stiamo parlando di una “scienza” in continua evoluzione.

 

Searchmetricshttp://www.searchmetrics.com