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La Fine dell’Era Booking.com? Perché il Futuro del Travel è Community-Driven

Ieri sera ho scrollato per 45 minuti su Booking.com cercando un hotel a Lisbona. Alla fine ho chiuso il laptop più confuso di prima.

Centinaia di opzioni identiche, recensioni che sembravano scritte da bot, prezzi che cambiavano ogni volta che aggiornavo la pagina. Mi sono reso conto di una cosa: stiamo vivendo gli ultimi anni dell’era delle OTA tradizionali.

Il Paradosso della Scelta Infinita

Le piattaforme attuali ci hanno convinto che “più opzioni = migliore esperienza”. Ma è davvero così?

Quando apri Booking.com vedi migliaia di hotel ordinati per… cosa? Prezzo? Popolarità? Commissioni pagate? La verità è che il 76% dei viaggiatori non si fida completamente delle recensioni online. E chi può biasimarlo?

Il problema non è la tecnologia. È l’approccio.

La Rivoluzione Silenziosa Sta Già Accadendo

Mentre le OTA si battono sui prezzi, qualcosa di più profondo sta cambiando:

I viaggiatori non cercano più solo hotel. Cercano storie.

  • Il 92% delle persone si fida più dei consigli di altri viaggiatori che della pubblicità
  • I creator di contenuti travel su TikTok e Instagram stanno influenzando più decisioni di viaggio che tutti gli annunci di Booking messi insieme
  • Le community di viaggiatori (pensate ai gruppi Facebook di backpackers) sono diventate fonti di informazione più affidabili dei siti ufficiali

Community vs Algoritmi: Non C’è Partita

Ho chiesto a 10 amici come scelgono dove andare in vacanza. Zero mi hanno detto “vado su Booking e ordino per prezzo”.

Tutti mi hanno raccontato di:

  • Post Instagram che li hanno ispirati
  • Consigli di amici che “avevano fatto quel viaggio pazzesco”
  • Video di creator che mostravano posti “nascosti”
  • Gruppi WhatsApp dove si scambiano dritte

La verità? Le decisioni di viaggio sono emotionali, non razionali.

L’Autenticità È Il Nuovo Lusso

I millennial e la Gen Z non vogliono il viaggio “perfetto” delle brochure. Vogliono quello autentico del feed di Instagram.

Non cercano l’hotel con più stelle, ma quello con la storia più interessante. Non vogliono il tour più popolare, ma l’esperienza che nessuno dei loro amici ha mai fatto.

Le OTA tradizionali vendono camere. Le community vendono sogni.

E Gli Hotel? Stanno Pagando Il Prezzo

Parliamoci chiaro: un albergatore che paga oltre il 25% di commissioni a Booking.com ed altre OTA per ogni prenotazione non è sostenibile a lungo termine.

Gli hotel boutique, quelli con l’anima, quelli che potrebbero offrire esperienze uniche, vengono schiacciati da catene che possono permettersi guerre di prezzo e budget marketing stratosferici.

Il risultato? Viaggi sempre più omologati.

Ma La Rivoluzione È Già Iniziata

Non sto parlando del futuro. Ci sono già progetti in corso che stanno riscrivendo le regole del gioco.

Joyned (israeliana, con sede a Gerusalemme) ha appena raccolto 8 milioni di dollari per una piattaforma che permette ai viaggiatori di pianificare e prenotare insieme direttamente sui siti web, trasformando il booking da esperienza solitaria a momento sociale.

TrovaTrip (americana, con sede a Portland) sta rivoluzionando il travel di gruppo connettendo creator con le loro community per creare viaggi condivisi. Hanno già organizzato oltre 1.500 viaggi di gruppo – dimostrando che la gente vuole davvero viaggiare insieme, non da sola.

Stippl (olandese, con sede ad Amsterdam, che ha appena raccolto €575.000) permette di seguire i viaggi degli amici in tempo reale e pianificare basandosi sui consigli di creator verificati.

Pilot (canadese, con sede a Vancouver) sta diventando “il Notion per la pianificazione viaggi”, permettendo di collaborare sui piani di viaggio in modo intuitivo.

E poi c’è Nawigo – orgoglio italiano in un mondo tutto internazionale – che sarà online a breve con un approccio completamente nuovo alla personalizzazione dei viaggi. In un settore dominato da giganti americani, israeliani e olandesi, vedere un’innovazione italiana fa ben sperare.

E questi sono solo quelli di cui si parla. PhocusWire ha identificato 25 startup travel “hot” per il 2025, molte delle quali puntano tutto su AI, personalizzazione e community.

Il denominatore comune? Tutte queste piattaforme mettono le relazioni umane al centro dell’esperienza di viaggio.

Il Futuro È Già Qui (E Non È Quello Che Pensate)

Non sto dicendo che Booking.com ( e le altre OTA) scomparirà domani. Ma il monopolio dell’intermediazione travel sta già scricchiolando.

Il futuro appartiene a piattaforme che:

  • Conoscono davvero i viaggiatori (non solo il loro budget)
  • Premiano l’autenticità (non solo il potere d’acquisto)
  • Creano community (non solo transazioni)
  • Valorizzano le storie (non solo le recensioni)

Pensate a come Spotify ha rivoluzionato la musica non vendendo canzoni, ma creando playlist personalizzate. O come Netflix ha cambiato l’intrattenimento non solo offrendo film, ma suggerendo cosa guardare.

Il travel è il prossimo settore pronto per questa rivoluzione.

La Domanda Non È “Se”, Ma “Quando”

Tra 5 anni, quando pianificherete un viaggio, non aprirete più un sito che vi mostra 10.000 hotel identici.

Aprirete una piattaforma che:

  • Vi conosce meglio di quanto conosciate voi stessi
  • Vi connette con viaggiatori che la pensano come voi
  • Vi fa scoprire posti che non sapevate nemmeno di voler visitare
  • Premia la vostra fedeltà in modo tangibile

E soprattutto: vi farà risparmiare quelle 45 interminabili minuti di scroll.

Cosa ne pensate? Il futuro del travel sarà davvero community-driven o le OTA tradizionali riusciranno ad adattarsi? Condividete la vostra esperienza nei commenti – sono curioso di sapere come scegliete i vostri viaggi.

Paolo Mazzara

Paolo Mazzara è un albergatore, un appassionato viaggiatore e autore di blog. Brama di avventura e di terre selvagge. Giardiniere, lettore, subacqueo, arciere tradizionale, amante del vino e amante della buona cucina.