{"id":1266,"date":"2014-10-06T12:44:02","date_gmt":"2014-10-06T12:44:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.hotelmanager.net\/it\/?p=1266"},"modified":"2021-01-31T17:17:10","modified_gmt":"2021-01-31T17:17:10","slug":"il-nuovo-studio-di-google-il-comportamento-dei-viaggiatori-usa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.hotelmanager.net\/it\/il-nuovo-studio-di-google-il-comportamento-dei-viaggiatori-usa\/","title":{"rendered":"Il nuovo studio di Google: il comportamento dei viaggiatori Usa"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.hotelmanager.net\/it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/google.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1268\" src=\"http:\/\/www.hotelmanager.net\/it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/google.jpg\" alt=\"Ricerche di mercato Google\" width=\"605\" height=\"338\" srcset=\"https:\/\/www.hotelmanager.net\/it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/google.jpg 605w, https:\/\/www.hotelmanager.net\/it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/google-300x167.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 605px) 100vw, 605px\" \/><\/a><\/p>\n<p><span data-sheets-value=\"[null,2,&quot;Ogni anno Google pubblica uno studio sulle abitudini di acquisto dei viaggiatori sul suo sito Think with Google (https:\/\/www.thinkwithgoogle.com\/industries\/travel-tourism.html). Anche la relazione annuale del 2014 \\u00e8 pronta per essere pubblicata a breve, intanto sul sito Tnooz (http:\/\/www.tnooz.com\/) siamo riusciti a leggerne un estratto. Il sondaggio annuale evidenzia come sia calato l'uso delle applicazioni e dei grandi siti tematici come punto di partenza per la ricerca e la prenotazione delle vacanze e soprattutto come, diversamente dal passato, ora l'utente utilizzi pi\\u00f9 strutmenti per pianificare e prenotare la propria vacanza. La ricerca, effettuata dalla Ipsos Media CT, quest'anno ha analizzato il mercato americano componendo un panel di 3500 americani-turisti che hanno viaggiato almeno una volta per motivi personali nella prima met\\u00e0 del 2014 e altri 1500 americani che si sono invece mossi per viaggi d'affari almeno 3 volte nello stesso periodo. Dallo studio emerge che la prima fonte di informazione dei viaggiatori americani sono i motori di ricerca mentre cala l'utilizzo di siti specializzati. Anche la prenotazione dei voli, nonostante venga ancora effettuata partendo principalmente dal sito della compagnia aerea, ha visto un incremento dell'utilizzo di partenza del motore di ricerca. Lo studio di Google non dice naturalmente che app e siti abbiano perso il primato. Le app ed il mobile rimangono ancora molto forti: i turisti ancora prenotano principalemente da siti web per cellulari, mentre gli uomini d'affari  prediligono le app, senza considerare che quasi la met\\u00e0 dei viaggiatori ha utilizzato cellulari, tablet o smartphon per effettuare le proprie ricerche. Insomma sintetizzando: i motori di ricerca sono ancora pi\\u00f9 deboli di app e siti specializzati, ma la forbice che divideva questi mezzi di prenotazione ed informazione si sta via via assottigliando. La diminuzione percentuale dell'utilizzo delle app non ha comunque spaventato i grandi della prenotazione on line che sembrano voler continuare a puntare con forza nello sviluppo di app specifiche. Un altro punto evidenziato dalla ricerca \\u00e8 poi l'aumento dell'importanza dei video come strumento di marketing digitale. Sembra infatti che un turista su tre abbia utilizzato, nella prima met\\u00e0 di quest'ano, Youtube con una certa frequenza per programmare un viaggio. &quot;]\" data-sheets-userformat=\"[null,null,8961,[null,0],null,null,null,null,null,null,null,1,0,null,null,null,6]\">Ogni anno Google pubblica uno studio sulle abitudini di acquisto dei viaggiatori sul suo sito <a title=\"Ricerca Google\" href=\"https:\/\/www.thinkwithgoogle.com\/industries\/travel-tourism.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Think with Google<\/a>. <\/span><\/p>\n<p><span data-sheets-value=\"[null,2,&quot;Ogni anno Google pubblica uno studio sulle abitudini di acquisto dei viaggiatori sul suo sito Think with Google (https:\/\/www.thinkwithgoogle.com\/industries\/travel-tourism.html). Anche la relazione annuale del 2014 \\u00e8 pronta per essere pubblicata a breve, intanto sul sito Tnooz (http:\/\/www.tnooz.com\/) siamo riusciti a leggerne un estratto. Il sondaggio annuale evidenzia come sia calato l'uso delle applicazioni e dei grandi siti tematici come punto di partenza per la ricerca e la prenotazione delle vacanze e soprattutto come, diversamente dal passato, ora l'utente utilizzi pi\\u00f9 strutmenti per pianificare e prenotare la propria vacanza. La ricerca, effettuata dalla Ipsos Media CT, quest'anno ha analizzato il mercato americano componendo un panel di 3500 americani-turisti che hanno viaggiato almeno una volta per motivi personali nella prima met\\u00e0 del 2014 e altri 1500 americani che si sono invece mossi per viaggi d'affari almeno 3 volte nello stesso periodo. Dallo studio emerge che la prima fonte di informazione dei viaggiatori americani sono i motori di ricerca mentre cala l'utilizzo di siti specializzati. Anche la prenotazione dei voli, nonostante venga ancora effettuata partendo principalmente dal sito della compagnia aerea, ha visto un incremento dell'utilizzo di partenza del motore di ricerca. Lo studio di Google non dice naturalmente che app e siti abbiano perso il primato. Le app ed il mobile rimangono ancora molto forti: i turisti ancora prenotano principalemente da siti web per cellulari, mentre gli uomini d'affari  prediligono le app, senza considerare che quasi la met\\u00e0 dei viaggiatori ha utilizzato cellulari, tablet o smartphon per effettuare le proprie ricerche. Insomma sintetizzando: i motori di ricerca sono ancora pi\\u00f9 deboli di app e siti specializzati, ma la forbice che divideva questi mezzi di prenotazione ed informazione si sta via via assottigliando. La diminuzione percentuale dell'utilizzo delle app non ha comunque spaventato i grandi della prenotazione on line che sembrano voler continuare a puntare con forza nello sviluppo di app specifiche. Un altro punto evidenziato dalla ricerca \\u00e8 poi l'aumento dell'importanza dei video come strumento di marketing digitale. Sembra infatti che un turista su tre abbia utilizzato, nella prima met\\u00e0 di quest'ano, Youtube con una certa frequenza per programmare un viaggio. &quot;]\" data-sheets-userformat=\"[null,null,8961,[null,0],null,null,null,null,null,null,null,1,0,null,null,null,6]\">Anche la relazione annuale del 2014 \u00e8 pronta per essere pubblicata a breve, intanto sul sito <a title=\"Il sito Tnooz\" href=\"http:\/\/www.tnooz.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Tnooz <\/a>\u00a0siamo riusciti a leggerne un estratto. <\/span><\/p>\n<p><span data-sheets-value=\"[null,2,&quot;Ogni anno Google pubblica uno studio sulle abitudini di acquisto dei viaggiatori sul suo sito Think with Google (https:\/\/www.thinkwithgoogle.com\/industries\/travel-tourism.html). Anche la relazione annuale del 2014 \\u00e8 pronta per essere pubblicata a breve, intanto sul sito Tnooz (http:\/\/www.tnooz.com\/) siamo riusciti a leggerne un estratto. Il sondaggio annuale evidenzia come sia calato l'uso delle applicazioni e dei grandi siti tematici come punto di partenza per la ricerca e la prenotazione delle vacanze e soprattutto come, diversamente dal passato, ora l'utente utilizzi pi\\u00f9 strutmenti per pianificare e prenotare la propria vacanza. La ricerca, effettuata dalla Ipsos Media CT, quest'anno ha analizzato il mercato americano componendo un panel di 3500 americani-turisti che hanno viaggiato almeno una volta per motivi personali nella prima met\\u00e0 del 2014 e altri 1500 americani che si sono invece mossi per viaggi d'affari almeno 3 volte nello stesso periodo. Dallo studio emerge che la prima fonte di informazione dei viaggiatori americani sono i motori di ricerca mentre cala l'utilizzo di siti specializzati. Anche la prenotazione dei voli, nonostante venga ancora effettuata partendo principalmente dal sito della compagnia aerea, ha visto un incremento dell'utilizzo di partenza del motore di ricerca. Lo studio di Google non dice naturalmente che app e siti abbiano perso il primato. Le app ed il mobile rimangono ancora molto forti: i turisti ancora prenotano principalemente da siti web per cellulari, mentre gli uomini d'affari  prediligono le app, senza considerare che quasi la met\\u00e0 dei viaggiatori ha utilizzato cellulari, tablet o smartphon per effettuare le proprie ricerche. Insomma sintetizzando: i motori di ricerca sono ancora pi\\u00f9 deboli di app e siti specializzati, ma la forbice che divideva questi mezzi di prenotazione ed informazione si sta via via assottigliando. La diminuzione percentuale dell'utilizzo delle app non ha comunque spaventato i grandi della prenotazione on line che sembrano voler continuare a puntare con forza nello sviluppo di app specifiche. Un altro punto evidenziato dalla ricerca \\u00e8 poi l'aumento dell'importanza dei video come strumento di marketing digitale. Sembra infatti che un turista su tre abbia utilizzato, nella prima met\\u00e0 di quest'ano, Youtube con una certa frequenza per programmare un viaggio. &quot;]\" data-sheets-userformat=\"[null,null,8961,[null,0],null,null,null,null,null,null,null,1,0,null,null,null,6]\">Il sondaggio annuale evidenzia come sia calato l&#8217;uso delle applicazioni e dei grandi siti tematici come punto di partenza per la ricerca e la prenotazione delle vacanze e soprattutto come, diversamente dal passato, ora l&#8217;utente utilizzi pi\u00f9 strumenti per pianificare e prenotare la propria vacanza. <\/span><\/p>\n<p><span data-sheets-value=\"[null,2,&quot;Ogni anno Google pubblica uno studio sulle abitudini di acquisto dei viaggiatori sul suo sito Think with Google (https:\/\/www.thinkwithgoogle.com\/industries\/travel-tourism.html). Anche la relazione annuale del 2014 \\u00e8 pronta per essere pubblicata a breve, intanto sul sito Tnooz (http:\/\/www.tnooz.com\/) siamo riusciti a leggerne un estratto. Il sondaggio annuale evidenzia come sia calato l'uso delle applicazioni e dei grandi siti tematici come punto di partenza per la ricerca e la prenotazione delle vacanze e soprattutto come, diversamente dal passato, ora l'utente utilizzi pi\\u00f9 strutmenti per pianificare e prenotare la propria vacanza. La ricerca, effettuata dalla Ipsos Media CT, quest'anno ha analizzato il mercato americano componendo un panel di 3500 americani-turisti che hanno viaggiato almeno una volta per motivi personali nella prima met\\u00e0 del 2014 e altri 1500 americani che si sono invece mossi per viaggi d'affari almeno 3 volte nello stesso periodo. Dallo studio emerge che la prima fonte di informazione dei viaggiatori americani sono i motori di ricerca mentre cala l'utilizzo di siti specializzati. Anche la prenotazione dei voli, nonostante venga ancora effettuata partendo principalmente dal sito della compagnia aerea, ha visto un incremento dell'utilizzo di partenza del motore di ricerca. Lo studio di Google non dice naturalmente che app e siti abbiano perso il primato. Le app ed il mobile rimangono ancora molto forti: i turisti ancora prenotano principalemente da siti web per cellulari, mentre gli uomini d'affari  prediligono le app, senza considerare che quasi la met\\u00e0 dei viaggiatori ha utilizzato cellulari, tablet o smartphon per effettuare le proprie ricerche. Insomma sintetizzando: i motori di ricerca sono ancora pi\\u00f9 deboli di app e siti specializzati, ma la forbice che divideva questi mezzi di prenotazione ed informazione si sta via via assottigliando. La diminuzione percentuale dell'utilizzo delle app non ha comunque spaventato i grandi della prenotazione on line che sembrano voler continuare a puntare con forza nello sviluppo di app specifiche. Un altro punto evidenziato dalla ricerca \\u00e8 poi l'aumento dell'importanza dei video come strumento di marketing digitale. Sembra infatti che un turista su tre abbia utilizzato, nella prima met\\u00e0 di quest'ano, Youtube con una certa frequenza per programmare un viaggio. &quot;]\" data-sheets-userformat=\"[null,null,8961,[null,0],null,null,null,null,null,null,null,1,0,null,null,null,6]\">La ricerca, effettuata dalla Ipsos Media CT, quest&#8217;anno ha analizzato il mercato americano componendo un panel di 3500 americani-turisti che hanno viaggiato almeno una volta per motivi personali nella prima met\u00e0 del 2014 e altri 1500 americani che si sono invece mossi per viaggi d&#8217;affari almeno 3 volte nello stesso periodo. <\/span><\/p>\n<p><span data-sheets-value=\"[null,2,&quot;Ogni anno Google pubblica uno studio sulle abitudini di acquisto dei viaggiatori sul suo sito Think with Google (https:\/\/www.thinkwithgoogle.com\/industries\/travel-tourism.html). Anche la relazione annuale del 2014 \\u00e8 pronta per essere pubblicata a breve, intanto sul sito Tnooz (http:\/\/www.tnooz.com\/) siamo riusciti a leggerne un estratto. Il sondaggio annuale evidenzia come sia calato l'uso delle applicazioni e dei grandi siti tematici come punto di partenza per la ricerca e la prenotazione delle vacanze e soprattutto come, diversamente dal passato, ora l'utente utilizzi pi\\u00f9 strutmenti per pianificare e prenotare la propria vacanza. La ricerca, effettuata dalla Ipsos Media CT, quest'anno ha analizzato il mercato americano componendo un panel di 3500 americani-turisti che hanno viaggiato almeno una volta per motivi personali nella prima met\\u00e0 del 2014 e altri 1500 americani che si sono invece mossi per viaggi d'affari almeno 3 volte nello stesso periodo. Dallo studio emerge che la prima fonte di informazione dei viaggiatori americani sono i motori di ricerca mentre cala l'utilizzo di siti specializzati. Anche la prenotazione dei voli, nonostante venga ancora effettuata partendo principalmente dal sito della compagnia aerea, ha visto un incremento dell'utilizzo di partenza del motore di ricerca. Lo studio di Google non dice naturalmente che app e siti abbiano perso il primato. Le app ed il mobile rimangono ancora molto forti: i turisti ancora prenotano principalemente da siti web per cellulari, mentre gli uomini d'affari  prediligono le app, senza considerare che quasi la met\\u00e0 dei viaggiatori ha utilizzato cellulari, tablet o smartphon per effettuare le proprie ricerche. Insomma sintetizzando: i motori di ricerca sono ancora pi\\u00f9 deboli di app e siti specializzati, ma la forbice che divideva questi mezzi di prenotazione ed informazione si sta via via assottigliando. La diminuzione percentuale dell'utilizzo delle app non ha comunque spaventato i grandi della prenotazione on line che sembrano voler continuare a puntare con forza nello sviluppo di app specifiche. Un altro punto evidenziato dalla ricerca \\u00e8 poi l'aumento dell'importanza dei video come strumento di marketing digitale. Sembra infatti che un turista su tre abbia utilizzato, nella prima met\\u00e0 di quest'ano, Youtube con una certa frequenza per programmare un viaggio. &quot;]\" data-sheets-userformat=\"[null,null,8961,[null,0],null,null,null,null,null,null,null,1,0,null,null,null,6]\">Dallo studio emerge che la prima fonte di informazione dei viaggiatori americani sono i motori di ricerca mentre cala l&#8217;utilizzo di siti specializzati.<\/span><\/p>\n<p><span data-sheets-value=\"[null,2,&quot;Ogni anno Google pubblica uno studio sulle abitudini di acquisto dei viaggiatori sul suo sito Think with Google (https:\/\/www.thinkwithgoogle.com\/industries\/travel-tourism.html). Anche la relazione annuale del 2014 \\u00e8 pronta per essere pubblicata a breve, intanto sul sito Tnooz (http:\/\/www.tnooz.com\/) siamo riusciti a leggerne un estratto. Il sondaggio annuale evidenzia come sia calato l'uso delle applicazioni e dei grandi siti tematici come punto di partenza per la ricerca e la prenotazione delle vacanze e soprattutto come, diversamente dal passato, ora l'utente utilizzi pi\\u00f9 strutmenti per pianificare e prenotare la propria vacanza. La ricerca, effettuata dalla Ipsos Media CT, quest'anno ha analizzato il mercato americano componendo un panel di 3500 americani-turisti che hanno viaggiato almeno una volta per motivi personali nella prima met\\u00e0 del 2014 e altri 1500 americani che si sono invece mossi per viaggi d'affari almeno 3 volte nello stesso periodo. Dallo studio emerge che la prima fonte di informazione dei viaggiatori americani sono i motori di ricerca mentre cala l'utilizzo di siti specializzati. Anche la prenotazione dei voli, nonostante venga ancora effettuata partendo principalmente dal sito della compagnia aerea, ha visto un incremento dell'utilizzo di partenza del motore di ricerca. Lo studio di Google non dice naturalmente che app e siti abbiano perso il primato. Le app ed il mobile rimangono ancora molto forti: i turisti ancora prenotano principalemente da siti web per cellulari, mentre gli uomini d'affari  prediligono le app, senza considerare che quasi la met\\u00e0 dei viaggiatori ha utilizzato cellulari, tablet o smartphon per effettuare le proprie ricerche. Insomma sintetizzando: i motori di ricerca sono ancora pi\\u00f9 deboli di app e siti specializzati, ma la forbice che divideva questi mezzi di prenotazione ed informazione si sta via via assottigliando. La diminuzione percentuale dell'utilizzo delle app non ha comunque spaventato i grandi della prenotazione on line che sembrano voler continuare a puntare con forza nello sviluppo di app specifiche. Un altro punto evidenziato dalla ricerca \\u00e8 poi l'aumento dell'importanza dei video come strumento di marketing digitale. 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Il sondaggio annuale evidenzia come sia calato l'uso delle applicazioni e dei grandi siti tematici come punto di partenza per la ricerca e la prenotazione delle vacanze e soprattutto come, diversamente dal passato, ora l'utente utilizzi pi\\u00f9 strutmenti per pianificare e prenotare la propria vacanza. La ricerca, effettuata dalla Ipsos Media CT, quest'anno ha analizzato il mercato americano componendo un panel di 3500 americani-turisti che hanno viaggiato almeno una volta per motivi personali nella prima met\\u00e0 del 2014 e altri 1500 americani che si sono invece mossi per viaggi d'affari almeno 3 volte nello stesso periodo. Dallo studio emerge che la prima fonte di informazione dei viaggiatori americani sono i motori di ricerca mentre cala l'utilizzo di siti specializzati. Anche la prenotazione dei voli, nonostante venga ancora effettuata partendo principalmente dal sito della compagnia aerea, ha visto un incremento dell'utilizzo di partenza del motore di ricerca. Lo studio di Google non dice naturalmente che app e siti abbiano perso il primato. Le app ed il mobile rimangono ancora molto forti: i turisti ancora prenotano principalemente da siti web per cellulari, mentre gli uomini d'affari  prediligono le app, senza considerare che quasi la met\\u00e0 dei viaggiatori ha utilizzato cellulari, tablet o smartphon per effettuare le proprie ricerche. Insomma sintetizzando: i motori di ricerca sono ancora pi\\u00f9 deboli di app e siti specializzati, ma la forbice che divideva questi mezzi di prenotazione ed informazione si sta via via assottigliando. La diminuzione percentuale dell'utilizzo delle app non ha comunque spaventato i grandi della prenotazione on line che sembrano voler continuare a puntare con forza nello sviluppo di app specifiche. Un altro punto evidenziato dalla ricerca \\u00e8 poi l'aumento dell'importanza dei video come strumento di marketing digitale. 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Anche la prenotazione dei voli, nonostante venga ancora effettuata partendo principalmente dal sito della compagnia aerea, ha visto un incremento dell'utilizzo di partenza del motore di ricerca. Lo studio di Google non dice naturalmente che app e siti abbiano perso il primato. Le app ed il mobile rimangono ancora molto forti: i turisti ancora prenotano principalemente da siti web per cellulari, mentre gli uomini d'affari  prediligono le app, senza considerare che quasi la met\\u00e0 dei viaggiatori ha utilizzato cellulari, tablet o smartphon per effettuare le proprie ricerche. Insomma sintetizzando: i motori di ricerca sono ancora pi\\u00f9 deboli di app e siti specializzati, ma la forbice che divideva questi mezzi di prenotazione ed informazione si sta via via assottigliando. La diminuzione percentuale dell'utilizzo delle app non ha comunque spaventato i grandi della prenotazione on line che sembrano voler continuare a puntare con forza nello sviluppo di app specifiche. Un altro punto evidenziato dalla ricerca \\u00e8 poi l'aumento dell'importanza dei video come strumento di marketing digitale. 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Anche la prenotazione dei voli, nonostante venga ancora effettuata partendo principalmente dal sito della compagnia aerea, ha visto un incremento dell'utilizzo di partenza del motore di ricerca. Lo studio di Google non dice naturalmente che app e siti abbiano perso il primato. Le app ed il mobile rimangono ancora molto forti: i turisti ancora prenotano principalemente da siti web per cellulari, mentre gli uomini d'affari  prediligono le app, senza considerare che quasi la met\\u00e0 dei viaggiatori ha utilizzato cellulari, tablet o smartphon per effettuare le proprie ricerche. Insomma sintetizzando: i motori di ricerca sono ancora pi\\u00f9 deboli di app e siti specializzati, ma la forbice che divideva questi mezzi di prenotazione ed informazione si sta via via assottigliando. La diminuzione percentuale dell'utilizzo delle app non ha comunque spaventato i grandi della prenotazione on line che sembrano voler continuare a puntare con forza nello sviluppo di app specifiche. Un altro punto evidenziato dalla ricerca \\u00e8 poi l'aumento dell'importanza dei video come strumento di marketing digitale. Sembra infatti che un turista su tre abbia utilizzato, nella prima met\\u00e0 di quest'ano, Youtube con una certa frequenza per programmare un viaggio. &quot;]\" data-sheets-userformat=\"[null,null,8961,[null,0],null,null,null,null,null,null,null,1,0,null,null,null,6]\">Un altro punto evidenziato dalla ricerca \u00e8 poi l&#8217;<strong>aumento dell&#8217;importanza dei video<\/strong> come strumento di marketing digitale. Sembra infatti che un turista su tre abbia utilizzato, nella prima met\u00e0 di quest&#8217;ano, <strong>Youtube<\/strong> con una certa frequenza per programmare un viaggio. <\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ogni anno Google pubblica uno studio sulle abitudini di acquisto dei viaggiatori sul suo sito Think with Google. 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